Alek Hidell
_RAVOT_

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Anfiteatro Parco Riola, Fluminimaggio (SI)

Giornate del Respiro

martedì 21 giugno, ore 22

RAVOT è il primo album di Alek Hidell, producer sardo, residente a Milano.

RAVOT irrompe nella scena elettronica con la sua formula segreta. Le

composizioni sono figlie degli ascolti eclettici del producer, la scrittura è

intrisa di progressive, di timbriche psichedeliche, di suggestioni kraut e

di echi da library music. Ne nasce un mondo sonoro estremamente ampio,

inedito e personale. RAVOT è un concept album, tratto da un evento

di cronaca realmente accaduto a Buggerru nel paese di cui è originario

l’autore (all’anagrafe Dario Licciardi).

L’evento è imprevedibile, inatteso, contro ogni calcolo delle probabilità:

un’esplosione di luce, un’energia abbagliante, solleva il mare in

un’altissima colonna d’acqua, un siluro vagante termina contro la

banchina del porto, uccidendo due bambini. Un terzo, poco lontano,

vede tutto scampando alla morte ma non alla perdita della ragione.

 

RAVOT è la vicenda dalla prospettiva del bambino sopravvissuto.

L'intera struttura del concept si declina su

più livelli e forme, ed è un viaggio nell'immaginario introspettivo

del protagonista. Ogni traccia è appresentativa di un momento della

vicenda e del suo riecheggiamento nella testa del protagonista: il ricordo

dell’infanzia in spiaggia (Dinghy), la corsa del siluro (Torpedo), il

rapporto disturbato con le donne (Wom, Motherland), l’emarginazione

e l’isolamento (Spoons, Legs), il suo rapporto morboso con la musica (Blo,Siel).

RAVOT fa un uso seriale e continuativo di contenuti crossmediali,

finalizzati a far immergere l’ascoltatore nell’immaginario del concept. Il lavoro

di composizione è durato sei anni. I pezzi sono stati registrati tra la

Sardegna, Torino e Milano utilizzando strumenti analogici (eco a nastro,

synth e vinili), campionatori e field recording.

Il tutto è stato mixato a Milano da Mario Conte. In seguito il processo

creativo si è spostato sui contenuti video. Si è partiti dalla ricerca di

materiali d’archivio in super 8 del luogo della vicenda per poi passare

a riprese attuali. I filmati sono stati fatti in Sardegna, in particolare in una

spiaggia che si forma ogni quattro anni in base ai moti ondosi. Tutta la

produzione artistica visiva è stata curata insieme al graphic designer

Marco Meloni (Johnny Ryall) e al fotografo Francesco Caredda.