Ufficio Resurrezione Parole Smarrite & Guizzìpeda
Sabrina D'Alessandro

Guizzìpeda, gara podistico-linguistica di 6 chilometri 

domenica 27 giugno, Portixeddu
ore 8.30 Ritrovo alla piazza di Portixeddu
ore 10.30 Partenza

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Guizzìpedo, aggettivo antico: che guizza agile e veloce.

Il respiro è un atto talmente naturale che a volte non ci accorgiamo della sua importanza; per essere percepito nel suo esserci e nel suo mancare, potrebbe aver bisogno di uno sforzo fisico. 

Partendo da questo presupposto l’Urps (Ufficio Resurrezione Parole Smarrite n.d.r.) realizzerà Guizzìpeda, una gara podistica in cui ogni corridore - oltre a misurarsi con la propria resistenza fisica (e il proprio fiato) - indosserà una pettorina con una parola che ha a che fare con il respiro, dal punto di vista etimologico ed emotivo. Senza dimenticare che anche solo per poter parlare, occorre respirare.

Come da poetica dell’Urps faremo correre vocaboli rari e inauditi, ma sempre veraci sonori e significativi. Ci saranno parole antiche e nuove, in italiano e in lingua sarda. 

La corsa Guizzìpeda, simbolo della vitalità di queste parole, sarà documentata tramite foto e video. In particolare verrà allestito un piccolo set fotografico per produrre ritratti dei corridori, ognuno con la propria pettorina e la relativa parola. 

La distribuzione delle pettorine avverrà per sorteggio e diventerà occasione per un rito dell’Urps (altrimenti detto performance) in cui le parole verranno declamate a gran voce e brevemente raccontate prima di essere assegnate ai podisti. 

Professionisti, amatori, curiosi e parlatori. Accorrete!
 

Premi: 

Oltre alle pettorine, tra i premi in palio ci saranno la coppa “Fannònnola" (che non fa e non vuole fare nulla) ideata dall'Ufficio Resurrezione, prodotti enogastronimici del territorio offerti dai nostri sponsor,  copie dei libri di Sabrina D'Alessandro, "Il libro delle parole altrimenti Smarrite" (Rizzoli 2011) e “Accendipensieri" (Rizzoli 2021), magliette Guizzìpede.

Per rimanere aggiornati sulle novità sulla gara, seguite l’evento facebook qui >>>


Per info e iscrizioni scrivere a:

 

segreteria@sardegnateatro.it

wedosport

guizzipeda


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Dare alle cose il loro (antico) nome è spesso un modo per vederle meglio

 

Quanti malvoni conoscete? Quanti salapuzi, tempelloni e sinforose?

Ma soprattutto, amate e siete redamati?

 

Non preoccupatevi, se non conoscete queste parole è normale. Si tratta infatti di vocaboli per lo più caduti in disuso, che ho riscoperto negli anni attraverso ricerche lessicografiche e “resuscitato” con l’Ufficio Resurrezione Parole Smarrite, - in breve Urps -: «Ente preposto al recupero di parole smarrite benché utilissime alla vita sulla terra». L’attività di questo ufficio, che ho fondato a Milano nel 2009, consiste nel trasformare parole rare o altrimenti dimenticate in libri e opere d’arte visiva. 

Mi hanno sempre affascinato le parole rare, quelle che non si usano mai e che una volta pronunciate risuonano come un’allegra rivelazione. Con il tempo ho preso l’abitudine di registrare i vocaboli che mi sembravano più significativi, creando una collezione che tengo tutt’ora aggiornata. Ho continuato approfondendole una a una, facendone delle sculture, dei video, facendole cantare, mimare o creando esposizioni tematiche. Così è nato l’Ufficio Resurrezione, un modo per ridare vita alle parole in sé (alle idee e all’immaginario che contengono), ma anche per indagare, attraverso le parole, il nostro modo di essere e percepire.

L’Ufficio si basa su alcuni semplici principi. Il primo è «oggettificare per ricordare». Questo significa dare un ingombro fisico alle parole, in modo che (verba volant) non volino più. Alcune diventano sculture come ad esempio la panchina Fannònnola (aggettivo, XV secolo: che non fa e non vuole fare niente) o la Pietra Sbagliona (da scagliare se si è senza peccato). Ci sono poi il Dipartimento Rinascita Psicovocale che si occupa di cantarle e di metterle in scena per dare espressione alla loro sonorità, la Divisione Mutoparlante che si occupa invece dell’espressione non verbale, o il Dipartimento Parole Imparavolate, la sezione dedicata ai bambini. Dal lavoro di quest’ultimo dipartimento, che opera attraverso laboratori in scuole e musei, è nato il libro Accendipensieri, in cui si scoprono parole antiche e si inventano parole nuove (Rizzoli 2021).  

Mi interessano in particolare le parole che, pur essendo antiche, definiscono qualità e atteggiamenti sempre attuali. Alcune contengono idee altrimenti perdute come redamare (amare ed essere amati), altre ancora fanno risuonare la realtà diversamente, ribaltando la nostra tendenza a prenderci troppo sul serio (orrevole invece di onorevole). Dare alle cose il loro (antico) nome è spesso un modo per vederle meglio. 

Gran parte di queste parole “occhialute” è raccolta in un altro libro che ho pubblicato per Rizzoli nel 2011, Il libro delle Parole Altrimenti Smarrite. I vocaboli, uno per pagina, collegati a coppie di due, sono qui ordinati secondo temi universali come l’amore, gli improperi, i mestieri, la politica, le gioie e le stupidità umane. 

E qui entra in gioco un altro principio fondamentale dell’Urps: «le parole dicono l’uomo». 

A questo principio si ispirano molti lavori, come ad esempio il Terriculoso Censimento Peculiare, installazione itinerante accompagnata da rito “psicovocale”, in cui viene chiesto al pubblico di scegliere la parola del passato che esprime il difetto umano più comune nel presente. Dal 2016 il Censimento è stato allestito in varie città italiane e europee e ha coinvolto diverse comunità di persone (dai detenuti di un carcere ai confratelli di un monastero), con lo scopo ultimo di definire, attraverso le parole, una "geografia dell'umano sentire”. 

Tanti altri lavori, che utilizzano anche lingue diverse dall’italiano o dialetti, si fondano sulla ricerca antropologica e lessicografica, come ad esempio la Classifica dei vizi capitali secondo numero di sinonimi siciliani (e calabresi), oppure i lavori sugli Sbaglioni (esposizione-espiazione degli errori propri e altrui), o anche le Parole al balcone, allestite nel 2018 nella piazza principale di Suzzara, a raccontare la sua identità attraverso parole che la definiscono, e la abitano, in tutte le lingue. 

Contribuire a tutelare la ricchezza del linguaggio fa parte dell’impresa, ma il fine ultimo rappresenta una volontà di rinascita generale, che passa attraverso le parole antiche per arrivare a un modo nuovo di leggere la realtà. Senza dimenticare il terzo principio dell’Urps, preso in prestito da Sant’Agostino e che tanto è presente nello spirito scanzonato e al contempo rifrugatore dell’Ufficio: «Nutre la mente solo ciò che la rallegra».
Sabrina D’Alessandro

 

Per sapere di più sull’Ufficio Resurrezione potete perdervi nei meandri del suo sito istituzionale, organizzato come un vero e proprio organigramma ministeriale, con tanto di sigle, protocolli e parole resuscitate  www.ufficioresurrezione.com

 

Sabrina D’Alessandro è artista visiva e studiosa del linguaggio. La sua ricerca esplora il rapporto tra parola e immaginario, coniugando arte e linguistica. Nel 2009 fonda l’URPS (Ufficio Resurrezione Parole Smarrite): “Ente preposto al recupero di parole smarrite benché utilissime alla vita sulla terra”. Il suo lavoro, segnalato dall’Enciclopedia Treccani, è stato esposto in luoghi pubblici e privati dell’arte e della cultura in Italia e all’estero ed edito, tra gli altri, da Rizzoli .